Pensieri della Domenica
25 novembre 2012 § Lascia un commento
non ho parole da aggiungere a questo video, ma soltanto alcuni consigli…
Buona visione, Buona lettura, Buon Ascolto
Alzati da terra…e vai a vincere
23 novembre 2012 § Lascia un commento
La vita è dura, è sempre più dura, ogni giorno che passa ci rendiamo conto quanto sia difficile..
Ma anche quando siete in terra, livello zero…dobbiamo rialzarsi, e se vogliamo essere meglio di quanto siamo oggi, lo decidiamo noi
grande Video…
I sogni di possono realizzare se sarai essere costante
23 novembre 2012 § Lascia un commento
Pazienza, costanza, perseveranza…ecco gli elementi che vi porteranno ad essere persone di successo
Se al primo tentativo non raggiungere l’obiettivo, o addirittura fallirete non fermatevi, andate avanti cercando di capire quali sono stati gli errori commessi, o la ragione del mancato raggiungimento
di seguito un video di alcuni personaggi famosi che sono passati da fallimenti al successo…
Insieme verso il successo…ancora Mr. Jobs
21 novembre 2012 § Lascia un commento
Altra lezione from Steve Jobs…
Sono le cose più semplici a fare la differenza,
Ne abbiamo parlato in altri post, ma ogni volta che ne ho l’occasione, vi sottopongo questo argomento, lavorare in Team
Ricordatevi che lavorare in team, avendo fiducia reciproca tra i componenti é la chiave fondamentale
La strada del successo from steve Jobs
20 novembre 2012 § Lascia un commento
Amare quello che si fa, amare il proprio lavoro, ecco le chiave del successo…
Io stesso ho vissuto questo momento, sono passato da un lavoro che mi ha fatto crescere mi ha dato la possibilità di fare quello che oggi faccio, e che ho amato ma, che però ad certo punto, per motivi che non derivavano da me ma da altre persone, ho perso la passione.
Oggi svolgo un lavoro che adoro, amo con tutto me stesso al quale dedico ogni momento della il vita
Di seguito un video, “di un certo” Steve Jobs, che testimonia quando detto
Prima chi, poi cosa
19 novembre 2012 § Lascia un commento
Prima di fare qualsiasi ragionamento riguardo ad un’azienda ,bisogna capire se le abbiamo le persone giuste, e se le stesse sono al posto giusto
Solo dal quel momento potrete procedere verso al direzione desiderata,certi di lettera raggiungere gli obiettivi prefissati, diversamente lo sforzo che dovrete applicare sará enorme senza avere la certezza di raggiungere la “destinazione”
Di seguito un video dei più esperti USA, Jim Collins
http://m.youtube.com/#/watch?v=EzIzEJq7caI&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3DEzIzEJq7caI&gl=IT
Buona visione
Il compromesso
18 novembre 2012 § Lascia un commento
Trovare il compromesso, giusto o sbagliato?
Quando si parla del “bene” dell’azienda, in questo momenti, si deve ragionare per trovare il giusto compromesso tra attività lavorative personali e necessità aziendali; questo processo può essere svolto, solamente attraverso un processo guidato, di gestione delle priorità, una comunicazione efficace, una visione chiara verso l’obiettivo comune.
cosa ne pensate? qualcuno di voi ha mai affrontato questa situazione?
Buona Lettura
Compromising When Compromise Is Hard
by John Baldoni
“If you want to get along, you have to go along,” was the advice legendary Speaker of the HouseSam Rayburn gave to members of Congress. It was the mantra by which he governed the House of Representatives.
While Rayburn’s adage is focused on what it takes to succeed within a legislative body, it applies equally to functioning successfully with colleagues in any organization. The nut of Rayburn’s words mean you have to learn to give a little to get something in return: In other words, you have to compromise.
Today, I see too many people who see compromise as a bad thing, an abandonment of principle. In reality, a willingness to compromise is a sign of great conviction: the conviction that the organization comes first.
As easy as that sounds, it is remarkably hard to adopt.
Start by understanding the other person or group’s point of view. Our ego often prevents us from seeing what others see — and, worse, prevents us from seeing the merits of their case. Strong willed people often become so consumed by the power of their ideas that it prevents them from examining and understanding another’s point of view. We discard their viewpoint before we even understand it, or we deny its validity before we’ve given it significant thought. When that occurs, any chance of compromise is lost.
To better understand their point of view, lead with open-ended questions and statements, those designed to stimulate conversation:
- Tell me about ____.
- Why do you feel that way?
- How can we do it better?
- Help me understand the issue more clearly.
This kind of conversation enables individuals to share their perspectives as well as their suggestions. It should lead to deeper levels of understanding. But what if it doesn’t?
If talking doesn’t work, another way to reach a better understanding is to experience the other person’s perspective firsthand. For example, visit your colleague in their office. Seek to understand the forces and the people that are shaping their point of view. Meet with their bosses. If the boss is opposed to a compromise, your ability to negotiate with his subordinate may be doomed, but it is worthwhile to make the effort. Compromise may not work this time, but it may be possible at a later date.
If you run into roadblocks, make respect your watchword. Both act in a way that lets your counterpart respect you, and remember to always treat your counterpart with respect. This lays the foundation for mutual trust, which makes compromise much easier.
Respect also allows good people to disagree — sometimes vigorously — without animosity. You may be heated in your argument, but you are not irritated with the other person. This is liberating. You can both channel your passion for the work into something constructive. Far from “abandoning your principles,” you’re both proceeding from a place of deepest conviction.
Perhaps Vince Lombardi framed the benefits of compromise best. “Individual commitment to a group effort — that is what makes a team work, a company work, a society work, a civilization work.” While leadership is an individual effort, it must be focused on doing what the organization needs in order to succeed.
But you don’t need a fancy title to have this impact. You can lead your peers by setting the right example, one that people are not compelled to follow but one that people want to follow — because they respect your point of view and your ability to get things done right.
C’è bisogno di lavorare, adattiamo le nostre vite
17 novembre 2012 § Lascia un commento
Vi segnalò un articolo del sito buone notizie.it
Effettivamente la necessità di lavorare sta seriamente stimolando gli italiani ad adattarsi, anche se spesso temporaneamente (che in diversi caso diventa definitivo), e ritengo che questo riporti la nostra nazione in una situazione di equilibrio
Attendo vs commenti
I giovani diplomati e laureati in Italia accettano occupazioni inferiori alle proprie competenze e al grado di istruzione: ecco la fotografia di Bankitalia sul mondo del lavoro giovanile. I giovani italiani, sul mercato del lavoro, non sono affatto schizzinosi (o “choosy”). Lo rileva il Rapporto della Banca d’Italia sull’economia delle regioni italiane, in un approfondimento dedicato proprio all’occupazione dei giovani in Italia.
Nel triennio 2009-2011 (cioè in piena crisi economica) il 15% dei diplomati e il 25% dei laureati si è accontentato di un’occupazione con qualifica inferiore rispetto al proprio livello di istruzione (overeducation).
Il tasso di occupazione giovanile, nel triennio in questione, è stato del 20,5% (15-24 anni), 59,6% (25-29enni) e 71,4% (30-34enni), con indici più elevati tra chi non ha studiato (rispettivamente 47,2%, 66,7% e 72,4% ).
Ma veniamo al capitolo “choosy“: ecco gli indici di overeducation fra gli impiegati in mansioni prive di sufficiente qualifica, che – oggi come oggi – si inventano di tutto per poter trovare lavoro:
Diplomati
istituti professionali: 21%
liceo classico o scientifico: 13,6%
istituti tecnici: 12,7%
diploma magistrale, linguistico o liceo artistico: 11%
Laureati
Le lauree più penalizzate sono quelle umanistiche (fino al 40% nel Nord Est e Centro Italia): qui i giovani laureati si accontentano molto di più di qualifiche inferiori rispetto a medici (7,9%), ingegneri e architetti (12,7%) e lauree scientifiche, 18,1%.
Fonte: PMI
/
Pensiamo all’ambiente
16 novembre 2012 § Lascia un commento
Finalmente si fa davvero qualcosa, probabilmente mai abbastanza
Questi sono messaggi importanti per il futuro del nostro paese
P.S. Speriamo che come al Solito non ci siano i classici speculatori
Il Ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera e il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini hanno da poco presentato un Decreto ministeriale, ribattezzato “Conto Termico”, che prevede il ricorso ad incentivi per l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile termica e una serie di misure per l’efficientamento degli edifici pubblici.
Secondo quanto previsto dal Decreto, gli incentivi messi a disposizione ammontano a 900 milioni di euro e saranno reperiti dagli oneri aggiuntivi già applicati alla bolletta di gas e riscaldamento. Saranno impiegati per promuovere la realizzazione soprattutto di piccoli e medi impianti che raggiungano una potenza attorno ai 500 kW: i soggetti coinvolti saranno – quindi – famiglie, condomini o piccole imprese.
Inoltre, come precisato dal Ministero dell’Ambiente, nell’ambito delle fonti rinnovabili termiche, il nuovo sistema incentivante permetterà di promuovere interventi di piccole dimensioni, tipicamente per usi domestici e per piccole aziende, comprese le serre, fino ad ora poco supportati da politiche di sostegno.
Tanto i cittadini quanto le imprese potranno, quindi, più facilmente sostenere il peso dell’investimento, al fine di installare nuovi impianti rinnovabili ed efficienti. L’incentivo coprirà infatti, mediamente, il 40% dell’investimento e verrà erogato in 2 anni, che saliranno a 5 anni nel caso di interventi più onerosi.
Per quanto riguarda, invece, gli incentivi all’efficienza energetica per la Pubblica Amministrazione, il nuovo Conto Termico mira a contrastare tutte quelle restrizioni fiscali e di bilancio che hanno impedito fino ad oggi, proprio alle PA, di sfruttare al meglio le potenzialità offerte dal risparmio energetico. Lo schema del Decreto varato dai due Dicasteri passa ora all’esame della Conferenza unificata.
Fonte: buonenotizie.it
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.