Life in Foxconn, the Apple factory- La vita nella Foxconn,

11 aprile 2013 § Lascia un commento

La foxconn è una azienda multinazionale cinese. È la più grande produttrice di componenti elettronici per i produttori di apparecchiature originali in tutto il mondo, e produce principalmente su contratto ad altre aziende tra le quali Amazon, Apple, Dell, HP, Microsoft, Motorola, Nintendo, Nokia, Samsung, Sony.

Il video è un reportage di un giornalista statunitense che ottiene il permesso di entrare nel centro di produzione ed osservare i processi e la abitudini dello stabilimento.

La Apple, nonostante i suoi numeri stratosferici, non ha venduto di più negli ultimi ani solamente perchè non possiede una capacità di produzione maggiore.

Video in inglese.

Be smart

How a boeing aircraft is made- Come è fatto un veicolo Boeing

8 aprile 2013 § Lascia un commento

Boeing è la più grande società costruttrice statunitense di aeromobili e la più grande azienda nel settore aerospaziale.
Essa è sinonimo di solidità e garanzia (ha colpito l’emissione di obbligazioni centennali) ed è esempio di produzione per molte imprese che operano nel settore meccanico.

Nel video si mostrano diverse fasi della produzione di un aeromobile ed è interessante notare il processo standardizzato delle operazioni e il continuo spostamento del mezzo, seppur minimo, lungo la catena di produzione.

stay tuned

Discorso Steve Jobs ai neolaureati di Stanford (2005)

3 aprile 2013 § Lascia un commento

Un discorso motivazionale, interessante ed emozionante.
Se qualcuno non l’avesse ancora visto, gli consiglio di farlo, se l’avete già visto e avete qualche minuto, vale la pena di risentirlo.
Un discorso sui passaggi cardine della vita di quel che era CEO di Apple e fondatore.

Stay hungry, stay foolish

a 5S little game

2 aprile 2013 § Lascia un commento

How much important visual management is?

enjoy the view

Why to apply one piece flow?

26 marzo 2013 § Lascia un commento

Are you supposed to save time applying one piece flow?

check this out

enjoy the view

Toyota production system

21 marzo 2013 § Lascia un commento

let’s take a glance about the main TPS’s principles in a couple of minutes.
Toyota system is a mindset.

stay tuned

What is lean six sigma?

18 marzo 2013 § Lascia un commento

How are we supposed to do to make sure to provide the highest value to customers?

We have to manage with Lean concepts and six sigma and be able to merge them in the best possible way.

check out this video

Six Extras that Build Power and Leadership

15 marzo 2013 § Lascia un commento

1. Colleagueship. Essere un buon collega significa aiutare l’intero gruppo ad ottenere risultati anche quando non si è incaricati – per esempio, attraverso la copertura di un collega assente, presentandosi ad un particolare evento anche se non richiesto, o prendere parte e proporre idee e  informazioni per il progetto di qualcun altro. Questo fattore, seppur intangibile, è scritto nel protocollo per la promozione all’interno del mio istituto, la Harvard Business School. La colleagueship è considerata un segno di quando una persona può assumere una responsabilità di leadership in un’organizzazione grande e decentralizzata.

2. Apertura porte. Potere ai connettori! Quelli che mantengono sempre attivo lo schedario. La loro conoscenza degli altri gli permette di trasferire il proprio interesse, aprendo le porte e presentando personalità importanti. Nella nuova società fondata sull’utilizzo della rete, i connettori sono i “go-to people”, coloro che non posso mancare alle riunioni. Quanto più entrano nel sistema, quanto più i rapporti aumenteranno.

3. Risorse aggiuntive. Essere il “benefattore” è una figura rilevante, soprattutto se il regalo è inaspettato. Distribuire  piccole quantità di denaro o di opportunità all’organizzazione può portare un’ondata di ottimismo. Di certo non intendo doni ai fini di corruzione o azioni che puntino ad oltrepassare i confini etici. Chi abbia il controllo su risorse in eccesso può essere legittimato a metterle a disposizione della società.

4. Inquadrare i problemi. Essere i primi ad individuare un problema mostra attitudine alla leadership.Un grande “extra” in ogni impresa è quello di localizzare nuove opportunità o problemi irrisolti, per poi proporli e discuterli. L’auto-organizzazione è una modalità di lavoro sempre più diffusa. Le persone che pianificano le proprie attività su un’agenda si candidano anche a leader potenziali. Non è necessario chiedere il permesso a nessuno per comportarsi da leader, basta auto-organizzarsi.


5. Forte impegno. Alcune persone cercano di equiparare l’impegno con l’ammontare delle ore lavorate. Ma l’impegno si misura sulla qualità, non sulla quantità. Questo extra è indice dell’entusiasmo o della passione che potenziali leader trasmettono nel conseguire un obiettivo e la minuziosa attenzione che mostrano in ogni singolo lavoro.

6. Diplomazia esterna. Interessi esterni o non-profit possono aiutare un leader a crescere, e ancor di più se la propria organizzazione ha un interesse nell’oggetto. Partecipare ad associazioni professionali o a industry networks per scambiare informazioni internamente ed esternamente può contribuire a formare un’autorità interna. Essere un buon ambasciatore all’esterno riecheggia anche all’interno.

Questi “extra” servono a capire una persona e ad individuare se essa possa essere incaricata di alte responsabilità. Questo perchè seguire i 6 punti sopracitati è una dimostrazione di volersi prendere cura degli altri e dell’organizzazione.

Non tutti questi punti sono indice solamente di attitudine alla leadership, in particolare colleagueship e l’impegno. Essi contribuiscono anche a migliorare il clima e la collaborazione nella società.

Be smart

Il racconto come strumento di persuasione

12 marzo 2013 § Lascia un commento

Se avete bisogno di  sostenere una tesi riguardo un tema a cui  tenete molto, non usate la retorica. Raccontate una storia.

Per citare un esempio recente, basti ricordare a come il rappresentante Keith Ellison ha parlato alla stampa prima dell’ udienza sostenuta da  Peter King per analizzare la radicalizzazione dei musulmani americani negli Stati Uniti. Ellison , nel contesto del problema di pari trattamento religioso, ha utilizzato la storia di Mohammed Salman Hamdani, un paramedico morto l’11 settembre 2001 mentre cercava di salvare delle persone intrappolate nelle Torri Gemelle. Ellison ha raccontato come alcuni hanno cercato di arginare l’attenzione dal sacrificio di Hamdani focalizzandosi sul “probema” della sua fede islamica. La storia e l’attitudine di Ellison nel trasmettere emozioni, ha contribuito a rendere il suo messaggio ancor più significativo.

Una narrazione convincente può aiutare un leader nella persuasione. L’utilizzo della retorica risulta molto più empatico che persuasivo, e il risultato è che le cose entrano da un orecchio ed escono dall’altro molto spesso. Un’ accurata miscela di retorica e di fatti può avere dei risultati di gran lunga più  sorprendenti.

Inserire in una storia il proprio punto di vista è un’abilità innata. Tuttavia, ecco alcuni suggerimenti.

Prima di tutto bisogna essere consci del messaggio che si vuole diffondere. Quando si tratta di ascoltare noi ci opponiamo quando ci viene detto cosa pensare, ma siamo aperti al perchè dovremmo pensarlo. Predicatori come  Savvy utilizzano questa tecnica la domenica. Le storie vanno ben oltre la trasmissione di un punto di vista, contengono un messaggio. Bisogna sempre ricordarsi cosa si vuole trasmettere e di conseguenza cosa si vuole ottenere. Questo è il messaggio fondamentale.

Bisogna sempre trovare l’esempio appropriato.  Se si vuole convincere le persone ad adottare gli standard di sicurezza, è necessario raccontare la storia di quello che è successo quando qualcuno non ha seguito il protocollo. Se si vuole dimostrare i vantaggi di un nuovo processo, ne è necessaria una per spiegare come un individuo ne trarrebbe beneficio da esso.

Intreccia il tuo racconto. Utilizzare fatti realmente accaduti risulta più efficace. Per esempio, è conveniente citare imprese di  certi operai che hanno salvato la squadra o di come un team abbia adottato un processo che abbia condotto a risultati strabilianti.  La situazione deve essere descritta peculiarmente e tramite una struttura narrativa solida.

Trasmettere passione. Non è necessario esagerare, anzi, può essere controproducente. Bisogna solo diffondere le proprie convinzioni. Farlo attraverso la scelta delle parole e la “pittura” di immagini. Alzare la voce su un punto chiave, fare una pausa per enfatizzare un concetto possono essere strategie utili a tal fine.

Anche uno strumento potente come la narrazione può risultare dannoso in certe occasioni. A volte è necessario arrivare dritti al punto. Specialmente nel “business world”, il modo migliore di affrontare una situazione è spesso arrivare al nocciolo del problema nel modo più rapido e conciso possibile. In questo caso, fatti e cifre sono già di per se una storia.

La narrazione deve essere conservata solo per gli eventi formali, non devono essere sprecate poichè altrimenti si rischia di risultare ripetitivi e perdere autorità.

I racconti  sono uno strumento fondamentale  se  messi a disposizione di un leader carismatico che sa come usarli.

Prima chi, poi cosa, lezione from “Good to Great”

8 marzo 2013 § Lascia un commento

Chi collabora con noi questa cosa la conosce bene, prima dobbiamo capire chi può fare bene una attività.

Il video proviene da Jim Collins, autore di “from good to Great”, che tra le altre cose consiglio.

Anche noi ad ogni fine giornata prepariamo il “giornale Kaizen”, o “giornale del miglioramento” dove sono indicate le attività, chi le deve svolgere, entro quando, consegnando così le responsabilità dell’azione alla persona più indicata.

Buona visione

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