Six Extras that Build Power and Leadership

15 marzo 2013 § Lascia un commento

1. Colleagueship. Essere un buon collega significa aiutare l’intero gruppo ad ottenere risultati anche quando non si è incaricati – per esempio, attraverso la copertura di un collega assente, presentandosi ad un particolare evento anche se non richiesto, o prendere parte e proporre idee e  informazioni per il progetto di qualcun altro. Questo fattore, seppur intangibile, è scritto nel protocollo per la promozione all’interno del mio istituto, la Harvard Business School. La colleagueship è considerata un segno di quando una persona può assumere una responsabilità di leadership in un’organizzazione grande e decentralizzata.

2. Apertura porte. Potere ai connettori! Quelli che mantengono sempre attivo lo schedario. La loro conoscenza degli altri gli permette di trasferire il proprio interesse, aprendo le porte e presentando personalità importanti. Nella nuova società fondata sull’utilizzo della rete, i connettori sono i “go-to people”, coloro che non posso mancare alle riunioni. Quanto più entrano nel sistema, quanto più i rapporti aumenteranno.

3. Risorse aggiuntive. Essere il “benefattore” è una figura rilevante, soprattutto se il regalo è inaspettato. Distribuire  piccole quantità di denaro o di opportunità all’organizzazione può portare un’ondata di ottimismo. Di certo non intendo doni ai fini di corruzione o azioni che puntino ad oltrepassare i confini etici. Chi abbia il controllo su risorse in eccesso può essere legittimato a metterle a disposizione della società.

4. Inquadrare i problemi. Essere i primi ad individuare un problema mostra attitudine alla leadership.Un grande “extra” in ogni impresa è quello di localizzare nuove opportunità o problemi irrisolti, per poi proporli e discuterli. L’auto-organizzazione è una modalità di lavoro sempre più diffusa. Le persone che pianificano le proprie attività su un’agenda si candidano anche a leader potenziali. Non è necessario chiedere il permesso a nessuno per comportarsi da leader, basta auto-organizzarsi.


5. Forte impegno. Alcune persone cercano di equiparare l’impegno con l’ammontare delle ore lavorate. Ma l’impegno si misura sulla qualità, non sulla quantità. Questo extra è indice dell’entusiasmo o della passione che potenziali leader trasmettono nel conseguire un obiettivo e la minuziosa attenzione che mostrano in ogni singolo lavoro.

6. Diplomazia esterna. Interessi esterni o non-profit possono aiutare un leader a crescere, e ancor di più se la propria organizzazione ha un interesse nell’oggetto. Partecipare ad associazioni professionali o a industry networks per scambiare informazioni internamente ed esternamente può contribuire a formare un’autorità interna. Essere un buon ambasciatore all’esterno riecheggia anche all’interno.

Questi “extra” servono a capire una persona e ad individuare se essa possa essere incaricata di alte responsabilità. Questo perchè seguire i 6 punti sopracitati è una dimostrazione di volersi prendere cura degli altri e dell’organizzazione.

Non tutti questi punti sono indice solamente di attitudine alla leadership, in particolare colleagueship e l’impegno. Essi contribuiscono anche a migliorare il clima e la collaborazione nella società.

Be smart

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