Lavoro e Vita personale attraverso allenamenti intervallati

5 agosto 2015 § Lascia un commento

Work-Life-Balance

In una conferenza presso un’Istituto poche settimane fa, è nata una grande discussione intorno al fatto che i carichi di lavoro tendono a flusso e reflusso, ed è importante sapere come alternare tra periodi di sforzo e di recupero.

In poco tempo, qualcuno ha notato l’analogia con lo sport e i suoi alti livello di prestazione richiesti; da qui è nata una frase che ha suscitato la mia curiosità: Atleta Aziendale.

Prendendo spunto da Loehr e Schwartz,ho buttato giù un breve articolo, in modo da condividerlo con voi, (l’argomento è già stato trattato da tanti grandi ma vorrei dire la mia) i quali hanno osservato come i vincitori del mondo dello sport si preparano alle gare e in che modo applicano i concetti di gestione Aziendale/Manageriale.

Gli stessi atleti invitano i dirigenti/Manager/responsabili  “ad allenarsi allo stesso; in modo sistematico multilivello come gli atleti di livello mondiale fanno”.

Questo non significa costringere i dirigenti/Manager/responsabili a eseguire sprint alla velocità del vento (anche se alcuni lo fanno). Piuttosto, essi sono allenati in un programma olistico progettato per aiutarli a raggiungere e sostenere le massime prestazioni nel loro mestiere.

Ciò che mi colpisce di più nella scrittura Loehr e Schwartz  è il loro uso frequente della parola “equilibrio”. In particolare, vedono i grandi atleti e gli “atleti aziendali” che ottengono il giusto equilibrio attraverso tre dimensioni critiche:

1. Mente e Corpo

2. Prestazioni e Sviluppo

3. Sforzo e ripristino

Naturalmente, persone che cercano di avere successo sia al lavoro che a casa stanno costantemente pensando in termini di equilibrio. Ma forse Loehr e Schwartz ci hanno dato un modo più delicato di pensare ciò che deve essere equilibrato.

Utilizzando le loro dimensioni potremmo diventare eccellenti nel bilanciamento? vediamo come..

In primo luogo, pensiamo all’equilibrio mente-corpo. Per gli atleti, il classico errore da evitare è concentrarsi solo sulla preparazione del proprio corpo per la competizione. I Grandi allenatori cercano di guidare e sostenere i loro atleti per vincere la competizione sia a livello mentale che  fisico.

Le persone nell’azienda, al contrario, sono troppo propensi a sviluppare compiti intellettuali e spesso(molto spesso) dimenticano che i loro corpi devono essere in buona salute se si vuole avere l’energia per svolgere bene il proprio lavoro.

Un approccio di successo per sostenere nel tempo elevate prestazioni è “di raccogliere (molti) elementi e considerare la persona nella sua interezza”;

“Si devono affrontare il corpo, le emozioni, la mente e lo spirito”

Per gli atleti ma anche per noi, le parole “lavoro e vita”, “equilibrio mente-corpo” suggeriscono che dovremmo dormire a sufficienza, mangiare abbastanza bene, impegnarsi in qualche esercizio – e fare spazio nella nostra vita per l’interazione sociale; Altri cercano questo “equilibrio” attraverso la riflessione e la meditazione o la preghiera. Non c’è bisogno di essere in perfetta forma per essere bravo nel tuo lavoro o efficace come genitore. Ma se trascuriamo il nostro corpo, o lo spirito, potremmo non avere abbastanza energia per essere efficaci sia nel lavoro che in famiglia.

L’equilibrio prestazioni-sviluppo hanno una particolare importanza per il regno tra lavoro e vita. Gli atleti sanno che la stragrande maggioranza del loro sforzo è speso per lo sviluppo, e per la preparazione in vista dell’esecuzione che dovranno mettere in atto durante la competizione vera e propria.

Nel lavoro,  si sente come le proporzioni sono invertite: ogni giorno i responsabili devono svolgere i loro compiti al massimo, e solo una piccola parte del loro tempo è riservato a se stessi e al proprio sviluppo professionale.

Gli Atleti, nel loro percorso di sviluppo individuale,  si concentrano su singoli elementi della loro competizione e costruiscono le loro capacità nei fondamentali; a seguire nei giorni di gara,raccolgono tutti i pezzi insieme e spingono le prestazioni al massimo.

Allo stesso modo nel mondo del lavoro, ci sono opportunità in cui i manager possono tirare fuori solo quello che stanno cercando di realizzare attingendo a tutte le loro competenze; ma tra i “punti fondamentali”, emerge la capacità di concentrarsi sull’affinare gli elementi necessari per raggiungere l’obiettivo.

Chiunque voglia sostenere un vantaggio di prestazioni ha bisogno di capire come continuare a sviluppare nuove capacità, e non solo continuare attingendo a quelli esistenti. Se tutto ciò non può essere realizzato attraverso attività quotidiane, si richiede del tempo regolarmente programmato, si richiede difermare dei momenti per se stessi; Che si tratti di bloccare 30 minuti ogni giorno a leggere riguardo gli  sviluppi del settore, l’ascolto di un corso di lingua, delle news durante il tragitto della mattina, o provare una nuova ricetta ogni settimana; spegnere la pressione da prestazioni crea una maggiore apertura a nuovi approcci e aumenta le prestazioni nel lungo periodo.

Questo ci porta, infine a comprendere come gli atleti riescano a gestire ottimamente sforzo-equilibrio- recupero.

“Nel laboratorio vivente dello sport, si apprende che il vero nemico non è lo stress, per quanto paradossale possa sembrare, è in realtà lo stimolo per la crescita,  derivante dall’assenza di disciplina”. Per esempio, nel sollevamento peso, uno spinge i muscoli fino al punto in cui le fibre letteralmente iniziano a rompersi. Tuttavia, dopo un adeguato periodo di recupero, il muscolo non solo guarisce, ma cresce più forte, senza riposo, si finisce con un danno acuto e cronico.

Nel lavoro, i progetti con scadenze ravvicinate e gli obiettivi sfidanti, possono risultare fondamentali – ma il ritmo non può essere incessante. Il superlavoro occasionale può essere una necessità, come situazioni particolarmente impegnative nella vita personale, ma il superlavoro cronico ci priva della nostra resistenza. Questo riduce le nostre prestazioni nel tempo, e provoca danni nel nostro lavoro e nella vita personale. Allo stesso modo,molti genitori che lavorano vanno a tutta velocità, non-stop per affrontare tutto quello che devono fare a senza tenere conte del tempo per recuperare, rischiando di perdere efficacia.

Il recupero, non significa saltare da una attività all’altra ma piuttosto prendere delle pause.

Dal punto di vista della gestione, abbiamo bisogno di ripensare l’idea che il tempo non utilizzato è tempo sprecato. Invece, abbiamo bisogno di vedere che il recupero è un componente chiave di un sistema ad alte prestazioni che si deve sostenere nel tempo.

Questo significa che dobbiamo resistere al continuare a chiedere maggiore disponibilità di tempo al nostro team, oppure di interpellarli dopo l’orario di lavoro tenendoli sempre in una situazione di tensione.

Dobbiamo incoraggiare il nostro Team a fermarsi e ragionare, rilassarsi durante il fine settimana, fare in modo che ci siano momenti di stacco; questo significa contribuire a sostenere i giusti equilibri, costruendo nelle persone la giusta resistenza nel tempo nell’affrontare percorsi complessi rappresentati dal mercato in cui operiamo.

Organizzare il proprio tempo è il primo passo per organizzare la propria vita e il proprio lavoro.

 

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