Dell case, Lean production

16 aprile 2013 § Lascia un commento

La Dell è un’azienda statunitense, tra le più importanti al mondo nella produzione di personal computer e di sistemi informatici.
Essa impiega circa 69.700 dipendenti in tutto il mondo per un fatturato totale di oltre 63 miliardi di dollari.

Nel video viene illustrata sia con modelli grafici sia con filmati l’organizzazione in uno stabilimento della Dell inc a partire dall’arrivo dei componenti (e l’applicazione del JIT) alla spedizione del prodotto finito.

Stay tuned

Lean thinking in Politica

11 settembre 2012 § 2 commenti

Vorrei riprorre un vecchi articolo, che ritengo sempre attuale…

 

In questi giorni non si fa altro che parlare di riduzione dei costi, tagli, aumento delle tasse da parte dei Governi

Ma nessuno ha mai pensato ad applicare il Lean thinking al nostro Governo ( e non solo in Italia ), penso che per coloro che hanno avuto la possibilità di vivere esperienze di miglioramento in azienda,  sia facile comprendere quali risultati si potrebbero ottenere.

Ad esempio, abbiamo il Ministro della Semplificazione, ma mi piacerebbe sapere che tipo di strumento adotti; potremmo suggerire la Value stream Mapping, in modo da comprendere tutto il processo nella sua complessità.

Immaginate che divertimento potrebbe essere fare 5S al Governo, quanto potremmo ridurre, e perchè non applicare il TPM agli automezzi del governo (e anche a quelli delle forze dell’ordine che non hanno mai i soldi per ripararli), oppure applicare l’HOSHIN KANRI per pianificare una strategia di lungo periodo…

Ho scritto solamente alcuni esempi, ma credo che persone come me e quelli del mio team, che viviamo ogni giorno realtà che hanno voglia di migliorare e crescere abbattendo ogni forma di spreco, possano comprendere che attraverso l’applicazione di alcuni semplici strumenti, e il buon senso, potremmo risanare il nostro paese senza infliggere “mazzate” a tutti i contribuenti avendo dati chiari precisi.

Perchè non farlo, saremmo il primo governo al Mondo ad utilizzare questo sistema…BASTA AVERE CORAGGIO

Invito i nostri Governanti a pensarci bene…

(speriamo che la selezione del team non venga fatta attraverso conoscenze ma per meriti sul campo….oopppsss cattiveria)

Eventi Kaizen in Italia

10 gennaio 2012 § Lascia un commento

In questo post vorrei sottolineare alcune differenze che distinguono l’approcio Lean in Italia rispetto al resto del Mondo..parliamo di un evento Kaizen

Come si sviluppa in genere un evento Kaizen?

Si parla di frequente di settiamana Kaizen quindi 5 giorni di lavoro nella stessa area al fine di poter raggiungere il risultato.

Ma ora ditemi, chi di voi è in grado di tenere 4-8 persone per 5 giorni sullo stesso obiettivo, senza che gli stessi vengano contatti per procedere con altre attività?

La dimensione media delle aziende in Italia è al di sotto delle 15 persone, quindi ci troviamo di fronte ad aziende dove ogni componente è fondamentale per il prosequio delle attività e nessuno può permettersi di staccarsi per più di 1 giorno a volte già 4 ore diventano un miracolo…

Ma faccio una domanda: servono davvero 5 giorni per raggiungere un obiettivo?

Per quanto riguarda la mia esperienza vi posso garantire che una giornata ben organizzata con idee chiare e un team di persone disponibili può fare grandi cose in brevissimo tempo, BASTA VOLERLO!!!

il nostro lavoro è ridurre gli sprechi, quindi siamo certi che 5 giorni di Kaizen non siano uno spreco??!!

Lean vs MRP o MRP vs Lean

29 dicembre 2011 § Lascia un commento

Ci tengo a segnalare questo articolo trovato tra i diversi blog che seguo, in quanto tratta un argomento su cui mi trovo spesso a fronteggiare e cioè, MRP si o MRP No?
Annoso dilemma che pero in questo articolo trova una sensata e corretta spiegazione su come integrare il software alla lean.
Ci tengo a sottolineare che personalmente non ritengo che il sistema MRP sia da gettare, ma ritengo che debba essere intelligentemente integrato per politiche di approvvigionamento che necessitino di lunghi lead time, allorché può risultare efficace; fondamentale e’ sempre pero il lavoro dell’uomo e di chi controlla il sistema

I attend many Lean conferences throughout the year that focus on different areas of the supply chain. Presenters there often state how the concept of material requirements planning (MRP) is outdated and works as a detriment to Lean thinking. In addition, there have been many articles published that discuss the “Lean versus MRP” debate. I recently had an email conversation with Derek Singleton about this very topic. Derek is an enterprise resource planning (ERP) market analyst and writes for the Software Advice website. He has some interesting ideas about the use of software during the planning process, and I’d like to share his thoughts here:

Three Ways Manufacturing Software Can Adjust to Lean Principles

There’s a long-standing debate between manufacturing planning strategies. The debate is between proponents of material requirements planning software — better known as MRP software — and lean manufacturing advocates.

The crux of the dispute boils down to whether sophisticated software tools are needed to adequately plan production. Proponents of MRP software believe that today’s complex manufacturing challenges require formal planning tools to get an accurate picture of the production requirements. Lean advocates, on the other hand, argue that these planning tools actually get in the way of accurate planning because they’re too slow and transaction-intensive to pace to actual consumption, or adjust to demand fluctuations.

Three Components to Incorporate in Manufacturing Software

I see three main ways that manufacturing software can evolve to adapt to the demands of lean manufacturing. Each way focuses on bringing lean principles front and center of manufacturing software packages.

1. Make Value Stream Mapping a Core Software Component – One of the most important tools in lean manufacturing is create a value stream map to outline the flow of information and materials in the manufacturing plant. Modeling how information and materials flow through a shop floor will allow manufacturers to more easily identify production bottlenecks.

2. Monitor Cycle Times Intensely – The most important metric to know in manufacturing is how long it takes for materials to arrive on the dock and to leave in a completed product. In order to improve cycle times, these times need to be monitored and tracked. A subset of monitoring and tracking cycle times is keeping track of production status.

3. Locate Key Places to Add or Remove Inventory – While there’s ample functionality in manufacturing software for determining what to stock and how much to stock, there is little functionality to help manufacturers figure out where to stock. Functionality that can tell a manufacturer where to stock will help them figure identify the best places to protect against volatility, which will ultimately help avoid product shortages.

These are a few ways that I can see manufacturing software changing to adapt to the requirements of lean manufacturing. However, I’d like to hear your thoughts. What needs to change in manufacturing software to adapt it to lean manufacturing principles?

Lean..troppi ne parlano e pochi la fanno

29 settembre 2011 § Lascia un commento

Questo è un breve post che vuole trattare l’argomento LEAN PRODUCTION con un visione diversa dal solito..

Oggi ne parlano tutti, sembra che tutti siano dei fenomeni nelle applicazioni, e che tutti siano in grado di raggiungere grandi risultati in 2 giorni, ma avete verificato??!!

Ormai il termine è utilizzato a sproposito, nel post precedente mi sono permesso di dire che è “sputtanata” ma purtroppo è la realtà.

Di fatto la Lean è stata introdotta per ridurre gli sprechi nelle aziende, di qualsiasi tipo e genere, aumentare i profitti, ma pochi si ricordano sempre che tra gli elementi di base oltre al miglioramento continuo esiste il rispetto dell’uomo – chi di voi ha letto i principi su cui è la nata la Toyota??!! –

Quanti, durante la cosiddetta applicazione del metodo, o nelle settimane kaizen, pensano alle persone che vi lavorano e le rispettano? quanti domandano loro cosa farebbero per migliorare? quanti si sanno approcciare nel modo giusto e non da maestri e coloro che fanno cadere tutto da cielo?

Oggi le aziende hanno bisogno di persone concrete, con i piedi per terra, che anche se definiti consulenti di fatto sono persone che quando sono nell’azienda è come se ne facessero parte, che la vivono con il cuore di vi lavora, e spesso di l’ha creata.

perdonate lo sfogo forse un pò forte, ma è ora che si faccia chiarezza, e che qualcuno smetta di vantarsi con grandi parole e lascia fare…

 

Applichiamo il lean thinking nelle aziende di servizi

22 settembre 2011 § Lascia un commento

Di seguito un articolo molto interessante che confronta il costo delle commodities, tra gli anni 50 ed oggi, e quanto siano migliorati i processi a livello di Supply Chain e Sistema di Produzione, tanti da avere lo stesso prezzo finale, e quanto invece il Mondo dei servizi deve ancora svilupparsi e migliorare.

Noi ci crediamo, i servizi hanno un potenziale enorme ma non nessuna ha chiaro cosa vuole fare e dove vuole andare; perché non possiamo utilizzare strumenti lean per implementare le vostre aziende di servizi…noi lo stiamo applicando con grandi risultati..

Buona lettura e commentate…

Non esitate a contattarci

Note from Ron: This is a guest post from James Lawther. Enjoy!

Here’s an interesting link for you. It shows the prices of some domestic appliances in the 1950’s. Sixty years ago you could buy:

A Sylvania 17 inch black and white TV for $179.95
An Admiral fridge freezer for $399.95
A Roll Round vacuum cleaner for $49.00
I had a quick look on Amazon, today I can buy:

A Phillips 22 inch colour TV for $179.99
A Sanyo fridge freezer for $329.99
A Dirt Devil vacuum cleaner for $54.99

Over half a century later I can still buy the same item for the same price, except it isn’t the same item, nothing like the same. Do you fancy staying in and watching a night’s entertainment on a 17 inch Sylvania?
Why do we pay more for services?

Here is another interesting site for you. It calculates inflation statistics. Since 1951 inflation in the US has been 761%. Or to put it another way the $50 you spent in that restaurant last weekend would have cost you $6.57 in 1951.

Now this begs a question. Why is it that we are paying 7 times as much for services now than we were 60 years ago, but we can buy a bigger, better, more reliable TV for the same price? You don’t have to be Einstein to see that something strange is going on.

What is it? Is it that labour costs are lower? Is it raw material costs? Is it energy costs? Is it technology? What is so much cheaper in the manufacturing industry than the service industry? None of those reasons really cut it, to a greater or lesser extent they apply to the service industries as much as they do manufacturing.

Process Improvement

My guess is that it all comes down to process improvement. Over the past six decades manufacturing industries have had wave after wave of productivity improvements, from Deming and Juran, through TQM, 6 Sigma and Lean there has been a remorseless effort to cut costs and improve quality. Once one company started the others just had to follow suit or they would have been out of business, it is what Charles Darwin called survival of the fittest.

The service industries are just starting to get to grips with process improvement. Once they do it will lead to a similar onslaught of productivity improvements. So, if you work for a bank, or a restaurant or a body shop, maybe now is the time to learn a little more. It has been a while since you could buy a Roll Round cleaner.

8 ragioni per cui Amare il kaizen

14 settembre 2011 § Lascia un commento

Vivere un esperienza di 1 un solo giorno Kaizen di permette di comprendere quanto possa essere guida non solo nel lavoro ma anche nella vita di tutti i giorni applicare il Miglioramento continuo.

Per poter affrontare un buon Kaizen è necessario studiare i metodi, provare ad applicarli, confrontarsi con il prima e il dopo, in pratica non si finisce mai di crescere, ed è per questo che il Kaizen è il miglior metodo per velocizzare i processi e creare un approccio positivo di ogni singolo partecipante al fine che di diventi parte integrante del proprio vivere.

Ora vediamo 8 buoni motivi per cui, possiamo amare il Kaizen:

 1 – Imparare dall’esperienza degli istruttori:

Guidare un evento Kaizen non è per tutti, servono istruttori ben formati, che pianifichino con attenzione ogni passaggio e che allo stesso permettano di applicare i concetti con facilità al fine di poter raggiungere risultati importanti. Inoltre non si imparano solamente i concetti LEAN, ma si impara ad essere leader nella gestione delle persone, nella risoluzione dei problemi e nell’offrire valore.

 2 – Gli Eventi Kaizen sono sempre diversi:

Non esiste un clichè di un evento kaizen, esiste un metodo di impostazione e raccolta dei dati, ma lo sviluppo è sempre diverso (impossibile annoiarsi)

 3 – un piccolo gruppo di persone concentrato:

Ogni partecipante ad un evento kaizen è presente per una ragione: Riflettere su un problema, risolverlo e generare un maggior valore. Il perfetto evento coinvolge dalle 4 alle 8 persone per team ed ognuno di essi darà il massimo per andare oltre

4 – Implementare Idee:

Molte persone mentre partecipano ad un evento Kaizen, non hanno idea di cosa gli aspetti, altri si presentano già con un portafoglio di idee, altri sono nel mezzo. La cosa fondamentale che tutti guardino dalla stessa parte, e si concentrino verso l’obiettivo finale – quindi se partecipate ad un evento Kaizen, date il vostro supporto e proponete le vostre idee senza paura

 5 – Trasferite i concetti Lean nella Vita reale:

Il processo Kaizen si concentra sul miglioramento rapido dei processi,  attraverso analisi, test e applicazione, ma chi l’ha detto che non si possa fare la stessa cosa nella vita di tutti i giorni – vi invito a leggere https://wtco.wordpress.com/2011/09/09/kaizen-nella-nostra-vita/

6 – Legame con i Colleghi:

un evento kaizen è un importante momento di team Building. Si condividono attività e proposte, si partecipa ad una continua sfida basata sulla cooperazione verso un obiettivo comune, un nuovo modo di collaborare

7 –  Condividere con la vostra Famiglia il vostro lavoro:

credo che sia molto bello condividere con la propria famiglia, l’esperienza di un evento kaizen, da dove siamo partiti e quali erano i problemi riscontrati, ma la parte più appassionante è come sono stati risolti e dove siamo arrivati; i vostri famigliari potranno essere fieri di voi

8 – Soddisfatti a fine settimana:

e’ confortante arrivare al venerdì sera e guardando indietro poter essere soddisfatti di quanto è stato svolto, e di quanto si può ancora fare per crescere.

 

Vi è venuta voglia di provare a fare un evento kaizen?

Avete mai svolto eventi kaizen? Come vi siete trovati?

Commentate…

7 modi mantenere il Miglioramento Continuo negli Anni.

12 settembre 2011 § Lascia un commento

Molte organizzazioni hanno perseguito il kaizen per anni o persino decenni, eppure, molti trovano che dopo pochi anni di progressi kaizen diventa difficile mantenere lo slancio, l’interesse o addirittura trovare nuove aree di miglioramento. Come risultato si vedono anche casi in cui si perde il livello generale di consapevolezza , diminuisce il “livello di kaizen” e i guadagni passati. Come per l’apprendimento delle lingue, strumenti musicali o di forma fisica, la capacità di kaizen può deteriorarsi con il disuso. Qui ci sono sette modi per mantenere il kaizen dopo anni di progresso.
1. Chiedere ai clienti Aiuto. La maggior parte dei clienti con un programma di sviluppo fornitore sarà solo lieti di offrirvi il loro aiuto. Coloro che non hanno sviluppato un progetto di miglioramento continuo (kaizen) possono effettivamente diventare grandi partner, creando nuove opportunità di collaborazione e sviluppando il miglioramento insieme. Per lo meno, cogliere le aspettative dei clienti può aiutare a ripristinare i nostri obiettivi e ci darà nuova attenzione verso il  kaizen.
2. Fissare obiettivi audaci. In altre parole, pensare in grande più di quanto si farebbe normalmente. Toyota definisce obiettivi di routine che richiedono una “riduzione dei costi della metà” e altre cose simili. Questo aiuta a soffiare via le scuse più banali radicate nella realtà di oggi, e si tolgono quelle cosiddette fissazioni che meglio di così non si può fare. Un sano senso di urgenza e una chiara visione dell’obiettivo da raggiungere permette di stimolare le persone.

 

3. Assegnazione di persone dedicate a guidare la scalata. Ci possono essere o non essere persone dedicate allo sviluppo del processo di miglioramento, che esso si chiami Lean, kaizen, sei sigma in un’organizzazione che ha fatto progressi nel kaizen. A parte il dibattito se necessario o consigliabile mantenere il miglioramento continuo, avere una persona o un team dedicato ad esaminare perché il kaizen sembra essere bloccato, qualcuno che faccia da riferimento e che stimoli ad andare a vedere dove sono i problemi è fondamentale. Ricordatevi di assicurarvi che queste persone abbiano entusiasmo genuino e la conoscenza di come fare kaizen e l’acutezza di riconoscere ciò che “meglio di adesso” assomiglia.
4. Visualizza i tuoi progressi. Ciò richiede l’utilizzo di metriche. Permettere alle persone di sapere come stanno andando e stanno raggiungendo la meta. Mi trovo spesso a confrontarmi con imprenditori per esporre i dati direttamente in produzione in modo che tutti possano vederle; Credo che questo sia esattamente ciò che le società hanno di bisogno in questo momento in modo da mantenere l’attenzione sui loro temi. Fatto per un periodo di anni, la visualizzazione di attività kaizen serve anche come un segnale di avvertimento precoce che l’energia è in calo, o che stiamo diventando compiacenti con i nostri progressi.
5. Chiedere alle persone per le loro idee. Naturalmente ogni società che ha sviluppato un processo di miglioramento dirà che già lo fanno, ma quando interrogato sul Gemba, solo i migliori possono realmente rispondere “Oggi” alla domanda “Quando è l’ultima volta che hai chiesto un altro membro del team un’idea kaizen”. E ‘il modo migliore  ovvio, ediretto e veloce per tenere la pressione nel Kaizen.
6. Coinvolgere tutti. Chiedersi: “Chi non abbiamo coinvolto ancora?” Così come c’è sempre più spazio per migliorare in qualità, sicurezza e servizio, c’è sempre qualcuno che deve ancora essere pienamente coinvolto nel miglioramento. Questo piccolo contingente potrebbe essere stato trascurato per vari motivi o per il loro ruolo apparentemente laterale. Gli esempi possono includere i custodi, le guardie di sicurezza, i lavoratori stagionali. Tuttavia sono proprio queste persone che spesso vedono le cose che mancano, hanno tempo di pensare a nuove idee e si permettono di fare domande che di riportano a pensare alle origini. Quindi…..Coinvolgere tutti.
7. Sviluppa il tuo percorso personale.  Fare Kaizen piuttosto che parlarne, questo è è fondamentale; seguire gli insegnamenti del nostro “SENSEI” e successivamente implementarli attraverso le nostre esperienze.

In altri termini il kaizen significa che arriva un momento per seguire l’approccio standard, un tempo per il mastering per il suo adeguamento, e un tempo per perfezionare.

 

 

Kaizen nella Nostra VITA

9 settembre 2011 § Lascia un commento

Tutti parlano di Kaizen legandolo alla vita lavorativa, alle aziende e a tutto ciò che fa business, ma forse non ci rendiamo conto ma molti di noi, applicano il miglioramento continuo anche nella vita normale.

Parlando di me, ogni giorno cerco di migliorarmi e di imparare qualcosa di nuovo, cercando di applicarlo per comprendere se quanto imparato funziona e produce valore – credo che vivere una vita senza lasciare qualcosa non serva a molto, dare e lasciare valore ad altre persone è fondamentale altrimenti cosa siamo qui a fare???

– Cosa vuoi fare da grande? ( domanda valida a qualsiasi età)

– Hai un piano di obiettivi per il prossimo anno?

– Hai un piano di obiettivi per i prossimi 2/3 anni?

Non sono queste le stesse domande che un bravo imprenditore dovrebbe porsi? esatto le stesse domande possiamo utilizzarle nella nostra vita e allo stesso tempo possiamo trasformare i nostri test giornalieri, prova e riprova in qualcosa di strutturato.

Qualcuno potrebbe commentare che non si può strutturare la vita di tutti i giorni, e che diventerebbe troppo rigida e secondo schemi(qualcubo mi ha detto che non puoi pianificare tutto)….forse, dipende in che modo si prende in considerazione questo aspetto e quanto valore possiamo aggiungere alla nostra vita.

Kaizen – definizione

7 settembre 2011 § Lascia un commento

Kaizen è un termine giapponese che deriva dal Toyota Production System, che si riferisce alla pratica del miglioramento continuo. L’idea del kaizen è stata adottata nel mondo degli affari giapponese, dopo la seconda guerra mondiale ed è stato influenzato in parte da imprese dall’America e da docenti provenienti da paesi stranieri che insegnavano la gestione della qualità. Si è ora diffusa in tutto il mondo ed è praticato in molti settori diversi.

Kaizen è un processo che cerca di umanizzare l’ambiente di lavoro e di eliminare qualsiasi lavoro che è considerato troppo rigido o che possa creare spreco e quindi dispersione di energia e valore. Essa mira inoltre a insegnare i lavoratori come dovrebbero effettuare esperimenti sul lavoro che stanno facendo in modo che possano identificare ed eliminare i gli sprechi che si verificano. L’idea principale è quella di coltivare le risorse umane in una società in modo che la produttività è aumentata e gli sprechi sono ridotti al minimo.

Fattore fondamentale è che la partecipazione attiva al processo kaizen delle attività deve essere lodata e incoraggiata. Il processo Kaizen è ciclico , si comincia misurando le operazioni, identificando gli sprechi, rimuovendoli e facendo esperimenti al fine di ottenere un aumento della produttività, in conclusione standardizzando il sistema fino al prossimo step di migliroramento. Questo processo deve essere sviluppato all’infinito in modo che il processo di operazioni possono continuare a migliorare.

Gli elementi principali che sono necessari per il kaizen di sono: impegno, disponibilità al cambiamento, la qualità, il coinvolgimento di ogni dipendente e la comunicazione. La procedura descritta sopra può essere applicata alle posizioni in tutta dal CEO fino all’ultima persona dell’azienda, tutti possono essere in grado di beneficiare di questo approccio.

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