Lean thinking in Politica

11 settembre 2012 § 2 commenti

Vorrei riprorre un vecchi articolo, che ritengo sempre attuale…

 

In questi giorni non si fa altro che parlare di riduzione dei costi, tagli, aumento delle tasse da parte dei Governi

Ma nessuno ha mai pensato ad applicare il Lean thinking al nostro Governo ( e non solo in Italia ), penso che per coloro che hanno avuto la possibilità di vivere esperienze di miglioramento in azienda,  sia facile comprendere quali risultati si potrebbero ottenere.

Ad esempio, abbiamo il Ministro della Semplificazione, ma mi piacerebbe sapere che tipo di strumento adotti; potremmo suggerire la Value stream Mapping, in modo da comprendere tutto il processo nella sua complessità.

Immaginate che divertimento potrebbe essere fare 5S al Governo, quanto potremmo ridurre, e perchè non applicare il TPM agli automezzi del governo (e anche a quelli delle forze dell’ordine che non hanno mai i soldi per ripararli), oppure applicare l’HOSHIN KANRI per pianificare una strategia di lungo periodo…

Ho scritto solamente alcuni esempi, ma credo che persone come me e quelli del mio team, che viviamo ogni giorno realtà che hanno voglia di migliorare e crescere abbattendo ogni forma di spreco, possano comprendere che attraverso l’applicazione di alcuni semplici strumenti, e il buon senso, potremmo risanare il nostro paese senza infliggere “mazzate” a tutti i contribuenti avendo dati chiari precisi.

Perchè non farlo, saremmo il primo governo al Mondo ad utilizzare questo sistema…BASTA AVERE CORAGGIO

Invito i nostri Governanti a pensarci bene…

(speriamo che la selezione del team non venga fatta attraverso conoscenze ma per meriti sul campo….oopppsss cattiveria)

Takt Time

12 gennaio 2012 § Lascia un commento

Sono a sottoporvi una breve ma corretta spiegazione di cosa sia il Takt Time; per gli appassionati di Lean Organization un argomento che si tratta continuamente ma a cui pochi sanno dare una corretta spiegazione.

Ma voi, come definire la richiesta dei vostri Clienti/Mercato??

Per adesso vediamo con quale ritmo dobbiamo rispondere

Takt time can be defined as the maximum time allowed to produce a product in order to meet demand. Here’s the lowdown on how you can apply it.

It is derived from the German word taktzeit which translates to clock cycle. The pace of production flow would then be set based on this takt time. Product flow is expected to fall within a pace that is less than or equal to the takt time. In a lean manufacturing environment, the pace time is set equal to the takt time. A similar but alternative definition can be found here
How is Takt Time established?

What is Takt Time?
The customers buying rate establishes Takt Time. It’s the rate at which the customer buys your product. It is calculated as the net available production time (the amount of time available for work to be done. This excludes break times and any expected stoppage time) divided by customer demand. It provides the heartbeat of a lean production system.

Improving Takt Time

Takt time isn’t “improved.” Cycle time is improved. Takt time is the amount of time “allowed” to complete a work sequence. Cycle time is what is “required” to complete a work sequence. We can reduce the Cycle Time and the content of the work involved in that Cycle, such as reducing or eliminating waste and non-value added steps, thereby influencing the Takt Time, or overall beat of the line. Specifically, we can do the following:
Reduce Variation
Reduce Idle Time
Reduce set-up time
Reduce or eliminate waste
Better manage constraints

Eventi Kaizen in Italia

10 gennaio 2012 § Lascia un commento

In questo post vorrei sottolineare alcune differenze che distinguono l’approcio Lean in Italia rispetto al resto del Mondo..parliamo di un evento Kaizen

Come si sviluppa in genere un evento Kaizen?

Si parla di frequente di settiamana Kaizen quindi 5 giorni di lavoro nella stessa area al fine di poter raggiungere il risultato.

Ma ora ditemi, chi di voi è in grado di tenere 4-8 persone per 5 giorni sullo stesso obiettivo, senza che gli stessi vengano contatti per procedere con altre attività?

La dimensione media delle aziende in Italia è al di sotto delle 15 persone, quindi ci troviamo di fronte ad aziende dove ogni componente è fondamentale per il prosequio delle attività e nessuno può permettersi di staccarsi per più di 1 giorno a volte già 4 ore diventano un miracolo…

Ma faccio una domanda: servono davvero 5 giorni per raggiungere un obiettivo?

Per quanto riguarda la mia esperienza vi posso garantire che una giornata ben organizzata con idee chiare e un team di persone disponibili può fare grandi cose in brevissimo tempo, BASTA VOLERLO!!!

il nostro lavoro è ridurre gli sprechi, quindi siamo certi che 5 giorni di Kaizen non siano uno spreco??!!

la Risposta Giusta non è spesso Immediata

14 luglio 2011 § Lascia un commento

Pochi mesi fa, un mio ex cliente mi ha chiamato in preda al panico: Il suo CFO avrebbe voluto avviare diversi progetti di semplificazione di processo immediatamente e aveva bisogno di una proposta di revisione con lui il giorno dopo.

Immediatamente insieme a collega abbiamo lasciato tutto e siamo corsi per soddisfare la sua richiesta: Abbiamo messo insieme una serie di punti di discussione e di materiale che poteva utilizzato quella sera. Il giorno successivo abbiamo individuato le risorse della nostra società che avrebbero potuto aiutare il nostro cliente, partendo dal presupposto che questo lavoro sarebbe dovuto iniziare subito. Abbiamo quindi  aspettato di sentire dal nostro cliente circa i prossimi passi ma la cosa strana che abbiamo continuato ad aspettare; nonostante i ripetuti tentativi di contatto, nessuna informazione

Non so voi, ma io vedo questo fenomeno sempre più in questo periodo: tutto è ritratto come urgente e richiede una risposta immediata, come se vivessimo in uno stato di costante emergenza, non è solo nei confronti di clienti esterni  ma anche all’interno delle nostre aziende. Molte delle persone che lavorano in funzioni di staff quali IT, Risorse Umane, Legale e delle finanze sono sotto assedio da un flusso costante di richieste urgenti dai loro soci d’affari interni.  All’interno delle Aziende troviamo persone che lavorano a tempo pieno a compilare moduli e soddisfare le richieste più disparate, senza valutarne la reale necessità o ancor più l’apporto di valore, eseguono in quanto “inderogabilmente urgenti”

In realtà, quando tutto è etichettato come “urgente”, nulla lo è realmente. Osservando intorno a noi (includo anche me stesso in questa categoria) notiamo che vi sono persone che vivono in completa simbiosi con i loro smartphone, dando così una disponibilità 24 / 7, in qualsiasi parte del mondo a chiunque di contattarli coscienti del fatto che io messaggio verrà ricevuto e letto, in un certo senso, la tecnologia ci ha trasformati in una sorta di “drogati della reperibilità”.

Uno degli aspetti più difficili di questo particolare momento culturale è capire come rispondere in modo adeguato ai clienti (sia interni che esterni).Da un lato, sappiamo che i nostri clienti si aspettano una risposta che generi valore,dall’altra parte non hanno bisogno di una risposta immediata; questo genera importanti aspettative da parte dei clienti ma allo stesso tempo potrebbe non dare i risultati voluti.

Anche se non c’è una risposta facile a questo dilemma, ecco alcune idee da tenere a mente:

Non dare per scontato che “urgente” significa “immediatamente”. Esplorare con il cliente ciò che sta realmente cercando di realizzare e quando è effettivamente necessario, a  volte il senso di urgenza è solo un modo di trasmettere l’importanza di una persona e la potenza, o anche un riflesso della sua ansietà.Nel personale caso descritto all’inizio di questo post, il mio cliente era probabilmente preoccupato per il suo incontro con il CFO e non voleva andare a mani vuote. Dandole un articolo o due da condividere con il CFO avrebbe potuto essere sufficiente, e avrebbe avuto la stessa opportunità di scoprire dove razionalizzazione il processo creando una scala di priorità.

Cercare di distinguere tra una crisi urgente e una richiesta urgente. Ci sono momenti in cui i clienti hanno problemi che devono essere risolti subito, “gettarsi”  immediatamente nell’attività è la cosa giusta da fare. Ma, a seconda del vostro business, questo è spesso l’eccezione piuttosto che la regola. Quindi vi suggerisco di sondare il vostro cliente sulla possbilità di spostare l’appuntamento di un paio di giorni o la prossima settimana, questo vi permetterà di comprendere la reale necessità e fondamentale sarà fissare l’ora precisa dell’incontro(altro importante elemento di sostegno alla priorità e all’importanza dell’incontro).

Siate pronti a dire di no. Un buon servizio clienti non significa necessariamente fare tutto ciò che il cliente vuole, più importante, ma significa fare ciò che è meglio per il cliente anche quando il cliente stesso non riesce rendersene conto. Parlare con i vostri clienti, fare domande specifiche, e affrontare le diverse situazioni insieme a lui, questo ci permetterà di capire quale sarà la mossa giusta.

Buon lavoro e attenzione

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