Precisione derivante da Disciplina, ma saremo mai capaci?!

16 ottobre 2012 § Lascia un commento

disciplina

[di-sci-plì-na] s.f.
  • 1 Parte del sapere che è oggetto di insegnamento e di studio SIN materia, scienza: d. scientifiche
  • 2 Complesso di regole di condotta finalizzato all’educazione spirituale o morale dei membri di una comunità o relativo a settori particolari della vita associata: d. militare; far rispettare la d.; estens. ubbidienza alle suddette regole: avere il senso della d.
  • 3 estens. Severità, rigore, con cui vengono fatte osservare le regole di una comunità da parte dell’autorità interna: d. dura
  • 4 Flagello formato da strisce di cuoio e corde attaccate all’estremità di un bastone
  • 5 Normativa con cui si regola una materia avente rilevanza giuridica: d. del lavoro portuale

    Prima il significato e a seguire un video che ne rappresenta chiaramente

    ho avuto la fortuna di girare mezzo Mondo, e confrontando la nostra nazione con le altre mi rendo conto che se solamente avessimo il 10% della disciplina e del rigore Giapponese, Noi Italiani saremmo i numeri 1.

    Dato che lo sappiamo perchè non ci applichiamo?!

Ricostruire un’azienda – insegnamenti dal Giappone nell’applicazione del kaizen

10 giugno 2011 § 1 Commento

In un articolo del 28 marzo 2011 sulla rivista Nikkei Business il Dr. Fumikatsu Tokiwa, l’ex presidente del colosso giapponese cosmetici Kao Corporation, ha dato le sue opinioni sui principi che dovrebbero guidare la ripresa dell’industria giapponese a seguito delle recenti calamità naturali. Ci sono sei principi e mentre questi sono specifici derivanti dall’esperienza del Dr. Tokiwa con aziende giapponesi e dei consumatori, possiamo trarre degli insegnamenti anche per le nostre attività.

Principio 1. Cogliere l’occasione per cambiare i nostri valori di fare le cose

Che cosa egli intende con questa affermazione piuttosto generale è che le persone sono diventate del tutto abituati a vivere con abbondanza e hanno perso il senso di gratitudine per quello che hanno, volendo sempre di più. Egli pone la responsabilità di questo in parte sull’industria manifatturiera stessa, la quale ha perseguito una crescita dei profitti da “quantità rispetto alla qualità”. Egli critica l’abitudine di differenziazione del prodotto attraverso una maggiore funzionalità in quanto a orientamento tecnologico, piuttosto che incentrati sulle esigenze dei clienti. Come risultato, non solo sono il non ottimale dei prodotti, i metodi di produzione e anche l’uso di energia e di risorse è diventato non ottimale. In altre parole, siamo molto dispendiosi in quanto consumatori e produttori, e si deve approfittare di questo momento per ricalibrare i nostri valori.

Principio 2. Vedere l’altro lato: yin e yang

C’è più di una prospettiva e tutte le cose devono essere studiate dal polo opposto – un yin yang per una. Sorprendentemente, il dottor Tokiwa contesta il lean thinking, identificando la “visualizzazione” all’interno di aziende manifatturiere come la conseguenza non voluta di scartare ciò che non può essere visualizzato, come esperienza umana e “cuore”. Mentre egli afferma che è a favore della gestione visiva in linea di principio, ha colpe la pratica gestione della produzione di visualizzare solo ciò che è facile: i parametri di rendimento e dati finanziari. Egli pone il “cuore” al polo opposto di efficienza, di yin e yang, un importante richiamo alla posizione di persone in centro durante la costruzione o la ricostruzione di qualsiasi settore.

Principio 3. Ricordate che i beni ei servizi sono inseparabili

Le scene di degrado del disastro che hanno colpito parti del Giappone è particolarmente sorprendente perché è uno dei paesi più sviluppati, con elevati standard di vita, con l’abbondanza di merci e di convenienze. Questi disastri ci hanno mostrato che la produzione di energia non è sufficiente, in mancanza di logistica per le merci al punto di consumo è praticamente inutile. L’esperienza di consumo di un prodotto è sempre la combinazione di duro e il morbido, i beni ed i servizi. Quando si ricostruisce l’industria, il dottor Tokiwa ci ricorda che dobbiamo pensare l’esperienza del cliente e di ridisegnare l’intera catena di approvvigionamento, piuttosto che semplicemente i parchi industriali.

Principio 4. Considerare dove trovare centri produttivi

Ci sono tre consigli specifici dal Dr. Tokiwa. Primo è quello di imparare da questa vulnerabilità di avere  tanti impianti di produzione di un tipo simile in una regione piccola e invece di disperderli in una situazione geograficamente più consona. Il secondo è la manutenzione della rete e la cooperazione tra le aziende che hanno permesso a molte fabbriche di avviare le attività subito dopo il disastro. Il terzo è quello di evitare di produzione off-shore nel perseguimento di bassi costi e invece mantenere le fabbriche in Giappone o regioni in cui gli sforzi di recupero rapido possono essere effettivamente adottate. La lezione generale che possiamo trarre da questi punti è che abbiamo bisogno di progettare le nostre catene di fornitura con la comprensione dei fattori di rischio, sia la frequenza e la gravità, e costruire una rete resiliente adeguatamente tenendo in considerazione i costi, ma non che non  siano l’unico fattore decisivo.

Principio 5. Mettere il back focus con la gente sul Gemba

Dr. Tokiwa spiega che la forza fondamentale di industria giapponese è stata la collaborazione tra la direzione e i lavoratori in prima linea. Egli cita il kaizen e la pratica delle persone in via di sviluppo come essenziale per la reputazione in Giappone per la qualità. Egli osserva che questa tradizione è stata indebolita da poco in nome di ristrutturazione e riduzione dei costi. Dice che una leadership forte per raccogliere e mettere a fuoco le idee e l’energia della gente sul Gemba è tanto più necessario in mezzo a catastrofi naturali e di confusione.

Principio 6. Recuperare la filosofia di pensare a lungo termine nel settore manifatturiero

Kao Corporation è stata fondata nel 1887. Essi hanno sopravvissuto per 124 anni in parte a causa di questa filosofia a lungo termine e con investimenti in ricerca e sviluppo. In effetti la filosofia di lungo termine incentrata su R & D di base è stata la fondazione di molte tecnologie e prodotti innovativi che proveniva dall’industria giapponese. Dr. Tokiwa mette in guardia contro la tendenza verso una gestione di tipo americano sottolineando trasparenza e la visualizzazione dei parametri, con conseguente valutazione trimestrale performance di business e di pensare a breve termine. Mentre gran parte di questo articolo è dal punto di vista giapponese e una riflessione sul settore manifatturiero giapponese in questo momento di crisi, il dottor Tokiwa fa ricordare ai lettori che abbiamo un live in un mondo in cui oggi siamo tutti collegati e che nessuna nazione può sopravvivere solo nel lungo termine. Per ridisegnare il recupero e con successo dell’industria si deve considerare la più ampia prospettiva.

Questi stessi principi per il recupero in tempo di crisi si applicano a qualsiasi industria o settore, in qualche misura anche a ricostruire le carriere personali, delle famiglie e la vita dopo la rottura dalla recenti calamità naturali.

Fonte: gembapantarei

Il Giappone ancora una volta un esempio

15 marzo 2011 § Lascia un commento

Il governatore di Tokyo, Shintaro Ishihara, ha sconvolto l’opinione pubblica dichiarando che la catastrofe è stata ‘una punizione divina’ per lavare ‘l’egoismo dei giapponesi’. ‘L’identità del popolo nipponico – ha spiegato – è caratterizzata dall’egoismo. Sarà bene fare buon uso di questo tsunami per lavarlo via, e sono convinto che il cataclisma sia stato una punizione dal cielo’.

Le parole del governatore fanno comprendere il livello di disciplina e cultura che il popolo giapponese sta mostrando al Mondo
Nessun popolo avrebbe reagito come loro, composti, perfetti a gestire ogni situazione, ritengo che si debba avere il massimo rispetto e ammirazione verso una popolazione che davanti ad una catastrofe del genere, ha rapidamente tirato su la testa e iniziato subito a guardare avanti.
Quale altro paese al Mondo avrebbe potuto fare la stessa cosa?

Siamo vicini al popolo Giapponese

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