Non dovrete mai credere di essere arrivati al traguardo

22 febbraio 2012 § Lascia un commento

Crescere, l’obiettivo di ogni persona e di ogni business, questo ci viene concesso dallo sviluppo di attività di miglioramento continuo che ci permettono di tenere stretti a noi i nostri clienti e di essere sempre un passo davanti agli altri

ma cosa accade quando veniamo messi a confronto? siamo pronti al confronto? cosa abbiamo in più noi rispetto ai nostri competitors? perchè spesso aspettiamo di essere in difficoltà?

Di seguito una interessante lezione

If a strong competitor turned up next week, targeting your clients and prospective clients with great marketing and a compelling service, what would you do?

Raising your own bar

The honest answer for most small business owners, is that you would very quickly up your game. Faced with this significant new threat, you would look to do everything possible to retain your existing clients and also, set to work on a more effective strategy for winning new clients. The game would have changed and your instinct would be to step up to the mark and rise to the new challenge.

So, here’s another question for you: Why not raise the bar right now, rather than wait for the competition to force you into it?

In my experience, having worked with thousands of small business owners, the vast majority will wait for some kind of external event, before they raise the bar. For example, they will wait until they lose a major contract or business slows down, before doing something proactive about improving their marketing. The most successful business owners don’t need that external motivation, to continuously look for ways to improve their business. They are always looking for ways to improve.

Raising the bar: Steve Jobs style

There’s a wonderful example of how Steve Jobs caused the initial Apple iPod’s development team, to raise the bar. The story may or may not be true, but it’s said that the iPod development team presented Jobs with the first build of the new device, which they had worked on, around the clock, for months.

Jobs took one look at it and said; “It’s too big!”

The team leader said; “It’s as small as possible.”

Legend has it that Steve Jobs then dropped it into a fish tank. The design team gasped in horror.

Jobs then said to the team; “You see those bubbles coming out? That’s air. Make it smaller!”

The team responded by making another version, which was significantly smaller, even though they had originally believed the previous version was as small as possible, until Steve Jobs caused them to raise the bar on what was possible. Without the external influence of Jobs, the development team would have shipped a chunkier, less attractive iPod and the resurgence of Apple may have been very different.

Taking control of your business development

Don’t wait for external influences, before you decide to up your game and redefine what’s possible for you and your business. Take time out today to review at least one element of your business and look for an opportunity to improve it in some way. Do the same tomorrow and the day after and the day after, until it becomes a habitual element of your business.

Start doing this today, taking action to put the improvements into place, and your business will be almost unrecognizable in 12 months!

La vostra azienda vuole crescere?

1 settembre 2011 § Lascia un commento

La crescita è una risposta pressoché obbligata al cambiamento, alla competizione, al miglioramento.
Infatti man mano che la nostra organizzazione cambia (sempre in un ambito Lean), i nostri risultati migliorano e cominciamo a essere più attraenti rispetto alla concorrenza nel nostro settore di mercato.
Inoltre, sviluppando un percorso di miglioramenti si inizia a liberare risorse: o le eliminiamo (e sarebbe come azzopparsi, e come indicate in altricial post, non ci pone in una posizione favors ole rispetto al Mondo) oppure le utilizziamo per aprire ulteriori settori/aree omigliorare altre attività.

Se invece l’azienda no decide di cambiare il mercato ci abbandona, anche se abbiamo la FORTUNA Di essere in un settore di nicchia, ci troviamo comunque di fronte ad un cambiamento di richieste e abitudini, con spesso un rapido ed importante cambiamento della tecnologia di base.

Con rammarico dobbiamo affermare chele imprese che non cambiano, e non migliorano, sono destinate a ridursi, fino a scomparire.

Quindi la crescita è una necessità? Almeno nel settore industriale la risposta è si. Forse nei servizi il ciclo di cui sopra non è così automatico, ma se vi è un minimo di concorrenza la risposta è comunque si.
Ricordiamoci comunque che anche nei settori più protetti prima o poi arriva un concorrente meglio attrezzato, se non fosse solo perché ha studiato i nostri punti deboli,reagire e’ fondamentale per non dover cedere parte del nostro business.

Quindi ci troviamo di fronte ad una crescita come necessità generata dal cambiamento; Ma la crescita non è solo dimensionale deve anche essere qualitativa e relazionale, la crescita è possibile solo con un riassetto organizzativo, strumenti di management e di gestione rigorosi, eed una partecipazione non gerarchica.

Il coinvolgimento delle risorse umane deve essere totale: la strategia deve essere chiara e ben comunicata, i risultati evidenti sotto gli occhi di tutti.

E la politica di vendita? Internazionalizzazione, qualità e riduzione dei costi non bastano più. Oggi è sempre più importante capire le vere esigenze dei clienti, ci troviamo di fronte spesso a verificare che è il cliente che detta le linee guida prodotto e il servizio che ne deriva, noi fungiamo da mezzo di realizzazione.

L’importante è ascoltarlo senza pregiudizi, non cercando conferme di quello che sappiamo già,
essere creativi. Non so se qualcuno di voi è andato mai a spulciare il bilancio della RyanAir: in proporzione guadagna molto di più dagli aeroporti che dalla vendita dei biglietti.

Sergio Fandella

Quando gli invincibili diventano “vincibili”

2 giugno 2011 § 1 Commento

Gary Wendt, amministratore delegato di GE Capital durante il suo periodo di massimo splendore, una volta disse che il segreto del suo continuo successo è stata la paura che la sua attività potrebbe cadere da un dirupo in qualsiasi momento. Senza la presenza della  paura, la roccia appare spesso e improvvisamente.

Recentemente abbiamo assistito alla caduta in disgrazia di un certo numero di aziende considerate “blue chip”. Parliamo di aziende come Johnson & Johnson, Toyota e Goldman Sachs le quali hanno subito imbarazzanti cadute, e quindi: come hanno potuto queste aziende best-in-class avere una così rapida caduta?

Prima di tutto, questo non è un fenomeno nuovo. Quasi ogni nota Azienda, ha attraversato almeno un momento di difficoltà, momenti di difficoltà improvvisa e imprevista. Ricordate la lotta di IBM per sopravvivere quando era in ritardo sul mercato dei personal computer di piccole dimensioni? O l’acquisto disastroso GE di Kidder Peabody? oppure il fallito tentativo di Motorola di costruire una rete satellitare a basso costo? Questi sono stati grandi aziende con una leadership di alto livello, i processi di gestione solida, e l’accesso ai migliori e più brillanti strateghi. Eppure inciampato comunque.

Peter Drucker ha detto una volta che la più grande maledizione di una società può avere è di venti anni di successi. E ‘vero. I gestori delle aziende di successo tendono a diventare compiacenti e anche arrogante, supponendo che i risultati passati continueranno e che le formule che prima funzionavano funzionerà in futuro.

Un’altra dinamica psicologica che contribuisce a vincibility improvviso è che i leader di business di successo di solito hanno un forte interesse a proteggere i loro attuali prodotti, clienti, e gli investimenti – e quindi può inconsciamente trascurare o evitare le tendenze o tecnologie che potrebbero minacciare quella base. Ecco perché alla fine degli anni C.K. Prahalad usato per suggerire che la strategia di una società dovrebbero essere sviluppate dal suo rookie di trenta anni, invece dei suoi veterani: La nuova guardia saranno più conferiti al futuro che al passato.

Anche come individui, ciascuno di noi è soggetto alle stesse dinamiche di aziende di successo. Se stiamo facendo bene, il nostro eccesso di fiducia può devolvere in compiacenza, pensando che il nostro futuro continueranno sulla stessa traiettoria nostro passato. E quando questo accade, esita ad avventurarsi in nuovi territori, di apprendere nuove competenze, per sviluppare nuove relazioni. Restiamo con quello che sappiamo ha lavorato, assumendo che le nostre carriere sono sicuro.

Oggi viviamo in un mondo in cui quel senso di sicurezza può scomparire in un battito cardiaco – se la vostra azienda cade dalla rupe, o apporta modifiche significative al fine di evitare la scogliera. Come un investimento per persone fisiche, la performance passata non è garanzia di successo futuro. Quindi, per tenere in guardia, porsi queste domande:

Cosa fareste se il vostro lavoro è stato improvvisamente eliminato, in outsourcing o spostato?
Come si sta preparando te oggi di competere in un’economia globale di domani?
Come posso riapplicare le mie competenze ad altri settori se il mio settore non ha più opportunità?
Potrebbe non essere necessario rispondere a questo tipo di domande oggi. Ma è meglio affrontarle subito – invece il momento in cui stai cadendo dalla scogliera.

Avete sperimentato un cambiamento inaspettato e rapido nel tuo sicurezza del lavoro? Che cosa hai fatto – e che la preparazione suggerireste per gli altri?

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